La riqualificazione elettrica del trasporto urbano è forse il passo più significativo che un'Amministrazione Comunale possa compiere per abbattere l'inquinamento urbano: infatti un autobus circola tutto il giorno, anche nelle zone a traffico limitato, e spesso è dotato di motori datati fortemente inquinanti.

Questa è la soluzione più efficiente e scalabile per risolvere i gravi problemi di gestione, costo ed inquinamento ambientale connessi con il trasporto pubblico tradizionale.

Eppure dal punto di vista della propulsione un autobus, pur avendo una massa anche dieci volte superiore a quella di una vettura, è dotato di un motore grande solo il doppio di quello di una berlina di lusso. 

Infatti i numeri tipici di un autobus da dodici metri prevedono una potenza di 200-300 cavalli ed una coppia massima di 1000-1200 Nm, mentre un berlina equipaggiata con un sei cilindri da 3 litri ha potenze paragonabili e coppia di poco inferiore.

Per avere un termine di paragone realistico la Jaguar i-pace, il primo suv elettrico della casa inglese presentato nel 2018, dispone di 400 cavalli, di una autonomia di 480 Km e di una coppia di 696 Nm. Non stiamo parlando quindi di tecnologie futuribili, ma di tecnologie già disponibili su vetture di serie.

 Questo ci fa capire che riqualificare un autobus, almeno dal punto di vista della propulsione, non rappresenta certo un problema: infatti i primi mezzi pubblici (filobus) erano alimentati elettricamente e quindi dotati di motore elettrico. Il problema quindi si sposta sull'autonomia, in quanto un autobus circola tutto il giorno e deve quindi garantire un'autonomia elevata. Ma date le dimensioni di un autobus, che vanno normalmente dai sette ai 12 e fino ai venti metri di lunghezza, lo spazio per installare le batterie non rappresenta un problema ed anche l'autonomia in fondo non è problematica in quanto la velocità media di un autobus, considerate le soste ed il traffico, può essere dell'ordine dei dieci Km/h  e quindi un autobus in servizio per sedici ore effettuerebbe una percorrenza di soli 160 Km.

Quindi per elettrificare un autobus di linea sarà sufficiente installare un motore da 150-200 KW e batterie con una autonomia di 300 Km.

Ma un autobus elettrificato offre innumerevoli vantaggi:

- emissioni zero

- non consuma energia quando è fermo

- costi di esercizio ridottissimi, in frenata si recupera energia

- può essere dotato di pannelli solari installati sul tetto per la ricarica degli accumulatori (un autobus lungo 12 metri dispone di circa 30 mq, utili per installare pannelli fotovoltaici per oltre 3 KW)

- può essere dotato di pantografo per ricaricarsi durante le soste al capolinea

- ha tempi di manutenzione per il propulsore limitati a poche ore l'anno

- è silenzioso

- ha un maggiore comfort di viaggio

- non è affetto dalle vibrazioni causate dai cilindri, bielle, alberi a cammes etc.

- ha una durata dieci volte superiore a quella di un autobus tradizionale

- ha altissima affidabilità e semplicità costruttiva.

- batterie di durata decennale al litio di ultima generazione

 

EZcar è pronta per la città del futuro, dove i mezzi di trasporto saranno silenziosi e non inquinanti e si propone come partner elettivo per la riqualificazione di mezzi di trasporto tradizionali.

La riqualificazione inoltre consentirebbe il ripristino dei mezzi fermi nei depositi per guasti severi al propulsore.

Altri vantaggi fiscali sono connessi al superammortamento a cui poter accedere grazie alla riqualificazione energetica.

Quanto costa un autobus elettrico?

Normalmente il costo è compreso tra i 300.000 ed i 500.000 euro, mentre con la riqualificazione il costo diventa molto meno della metà  e si recupera rapidamente grazie al risparmio ottenibile dalla conversione.

Questo approccio consente di evitare gli investimenti connessi con la realizzazione di nuove linee di tram, è completamente scalabile, alleggerisce il bilancio sia fiscalmente che operativamente, permette la riconversione anche degli autobus storici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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